…cosi…cosi…

maggio 14, 2009

Mi annodo al collo la stanchezza… non vorrei parlare, nemmeno con te… che paziente attendi la prima frase di senso compiuto … è un nodo scorsoio… essere complete sfianca… scavo scavo tra le macerie di una veste… i passi di danza non li sento più… come tovaglie macchiate e boccali vuoti di sangria… resta il vissuto di questa giornata….

V. Frank scrisse “le rovine sono spesso quelle che aprono degli spiragli per scorgere il cielo” similare saggezza riempie la mano… “addà passa a nuttata”… sa tanto di pane e pomodoro…mi chiedo…vale anche per il giorno?….non importa, tanto, non so se è giorno o notte…e poi del resto chi se ne importa…

sott'acquate ne importi se un qualcosa incide in maniera particolare sulla percezione della tua esistenza, percui l’importanza è data solo dal sentire…dal valore del sacrificio imposto…se mi distacco dal sentire si riduce il valore…semplice…è una parola e non solo d’onore….è un vincolo…mi giro verso di te…non escludermi…

non ti escludo….io sono esclusa…questa è la piccola differenza…bevo la tensione ed è senza voltaggio…

 

Respiro piano…riuscirò a rilassarmi…indosso il sorriso e via (A)

Il clan

febbraio 1, 2009

La strada mi parve sempre quella, camminai senza mai guardarmi intorno…consapevole di cosa c’era e c’è dietro ogni curva, quali fiori popolavano,e tuttora occupano, i cigli dei miei incontri…conscia di come lo scandire delle ore non muta il loro contenuto, tutto pacifico, tutto programmato…..sono anni che ormai abito qui…non ricordo un solo giorno in cussa41632i non ho detto domani cambio strada…e nel domani i lacci stretti alle caviglie  hanno fermato il passo.

Solcai sorridente anche l’ultimo gradino…quello dal quale i notabili del luogo, da sempre, mi vegliano…da lì con gli occhi mascherati mi volsi a loro, sembrando una di loro…la veste è sempre più stretta…e i lacci alle mie caviglie mi rammentarono le mie promesse…il più anziano, mi guardò nella sua severità con la incertezza del domani…la lettura dell’acqua non gli ha dato conferme…e come me, anche lui ora ha paura che non ci sarà…

Arrivai in tempo per il suo proclama…la novizia ai suoi piedi…chiedeva la data…tutti temono, compresa me, un cambio di guardia…

Questo è  un clan molto unito, invidiato dai vicini, nessuna guerra ha sconvolto la pace di questa piccola baronia…l’unità della gestione ha reso i suoi frutti…intorno alla tavola gli schiaramenti non ci sono…le decisioni sono sempre state pilotate con serenità, da quando ho avuto l’onere di essere adulta…ho scelto la minoranza…il mio seguito non ha mai vinto nelle assemblee, più volte son stata rincusata di non far osservare ai miei  la disciplina ferrea delle norme… se ci fosse una commissione anti dopping…io ne sarei oggetto.(A)

Fragilità

novembre 10, 2008

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Ti voglio bene…Lo so…

Ti proteggo da sempre…anche quando cercavi vie strane…di fronte alla tua fragilità…c’ero io e mentre piangi chiusa dentro di te, io tiro le tende del inquieto sorriso…nulla lasciando alla vista degli altri…

Non guardare…lascia che passeggi fiera, senza cogliere…senza lasciare…io dura come il marmo…impavida come solo l’incoscienza permette di essere…tagliente come solo l’aria del primo mattino sa essere…ti vesto di me…come un armatura tra te e le tue paure…allontano tutto quello che potrebbe lacerare il nostro equilibrio…sei nata con me ricorda..ci sono io a difenderti….piccola anima..

Guardo come disfi le mie valigie…devo andare via da te…perdonami…devo lasciarti qui….le lacrime scivolano lente…il dolore irrompe nella mente e copre ogni pensiero…cancello le tue traccie…le nostre foto…le pagine di un diario mai vissuto…perché tu eri lì..io no…non ricordo nulla…mi abbracci…non mi muovo…non sento nemmeno più la tua musica…piego la testa tra le mani…mi sento spezzata…il silenzio è un caos…una folla vociante che irrompe dove le svendite non ci sono…con distacco il tuo ordine ha occupato ogni emozione…puntuale misura di ogni sillaba è il rigore…

E’ un addio…non è un addio

tra le dita dei sogni

il tempo è fermo…

moviola di lacrime

la pelle di cartapesta…

le lacrime non ammorbidiscono.

È un addio…non è un addio

devo andare via…mi guardi

la tua mano…lastra di ghiaccio

mi abbracci…non c’è disprezzo

mi chiami…son muta

nei minuti…un pianto caldo.

Non è un addio…è l’Addio.

 

Se la nascita avviene dal dolore di un distacco…noi ne abbiamo fatto un parto continuo…di fronte ad ogni paura sei sempre nata tu…oggi vorrei nascere io per prima…

Rinascere è quasi disarmante…lasciare abiti, il cui riconoscimento è arduo…li vedo disordinati sparsi ai miei piedi, il caos annoda le caviglie e quasi immobile è la ricerca di una via per guardare oltre…verso orizzonti che sono ignoti….i desideri si scontrano con le paure ed è mare aperto…venti correnti e scogli identificano i moti.

Si tenta di distruggere tutto…e non si può….come rinnegare un vissuto…come evitare di portare con se il marchio che è da sempre mio…un eredità…un numero…un tempo…un posto…quasi una condanna.

Quando la veste cade..la nudità è allarmante…acceca…la possibilità di restare ferita non ha alcuna importanza…l’abbaglio è talmente forte che porta via la mente…si resta immobili, fermi ad attendere…i colpi ed ancora colpi…nessun respiro smuove l’apatia della mente…si è altrove…è solo dolore quello che sfiora..e ci sono io a combattere contro te che mi difendi da sempre…(A)

Come straniera in patria…

settembre 30, 2008

 

Mi ritrovo a distanza di tempo a riflettere su quello che sei diventata…chi si nasconde dietro queste vesti di cavaliere errante…nessuna patria, nessuna dimora, nessuna origine… cerchi…a volte disperata, nei rimandi. la tua immagine…la polvere delle cadute…ha impregnato la tela del mantello…i colori del cielo sono diventati quelli della terra…

La Madre Terra, che dentro di sé racchiude il segreto della vita, stessa…quante volte mi ti ho ripetuto di mettere radici…tolti i calzari…hai percepito l’humus del suolo…hai allargato le dita…affondando nella torba…hai cercato le radici…alla ricerca del ritmo umano come quello della natura: giorno e notte, estate e inverno, quiete e tempesta…così la tua anima si veste e sveste…donna e geisha, dama e serva, vassallo e guerriero… e poi…che è accaduto poi…

…il tempo ha segnato il viso…gli occhi li hai velati…il sorriso è rara pioggia in un tempo di carestia…la volontà forte come redini ti frena ….irrigidisce la postura…scalpitante lo sguardo è pronto a cogliere i particolari…le sfumature…disillusa abbracci la speranza…come scudo la porgi innanzi…dai segni degli scontri s’intuisce le volte in cui ti schermasti…imbracci lo scetticismo…puntando la sua lancia in difesa… a volte ti guardi indifferente…spesso non ti guardo affatto…l’armatura è sempre quella…non la cambi..non la ripari…

Nel trotto, i solchi dei miei zoccoli parlano…sicura, guardinga, volti il capo…le nubi oscure…ancora incombono al tuo orizzonte…aria di tempesta…ti avvolgi nella tua anima…come cavaliere solitario ti inerpichi…verso battaglie razionali di crociate emotive…stringi i denti…la fama delle tue presunte gesta…apre canali nella folla osannante…acclamano l’eroe…a fatica eviti i giocolieri…con maestria volteggiano in cielo le parole…indifesa…ti allontani…

Lontano dagli sguardi difesi dei saccenti….ti fermi a respirare, il vento ti induce a lacrimare….alibi perfetto alla caduta del controllo..il guanto graffia la pelle…ti ricorda che sei sguarnita…

Mi carezzi il manto…lo so che è difficile essere disarmi…la sensazione è preziosa…nella leggerezza trattieni l’aria…pochi istanti ancora…non ti sposti…

Serri i polpacci…le mie narici fremono…non mi muovo…in lontananza…un nugolo di polvere s’alza…abbassi la visiera…alzi lo scudo…tendi la lancia…all’orizzonte…una veste simile e diversa dalla tua…(A)

 

il peso della libertà…

settembre 23, 2008

Senza alcuna libertà di pensiero di Teresa Caruso
Senza alcuna libertà di pensiero

La scelta non è mai facile…siamo qui in silenzio….il tuo sguardo indurito…il mio un lago in bonifica…il dialogo è stato breve entrambi tesi a prenderci cura l’uno dell’altro…nel cercare di non ferirci…nell’essere certi che non ci siano fraintesi….due poli di una stessa candela…con un unico scopo l’una controllare per l’ennesima volta la voce e le emozioni…l’altro rendere razionale il mio andare via…

Via…verso un via…ma quanto ci si può allontanare…quanta distanza può esserci nel sentire…quali misure tempo, spazio…i minuti diventano ore…i metri sono chilometri…le città…non sono mai state un dilemma…

ora siamo qui…in una area troppo stretta…serrate le mascelle…dischiusa la volontà…le corde ingabbiano…le vorrei ora intorno alla mente…quasi a soffocare la corse dei pensieri…bendare la scelta, impedire ogni via di uscita…la voce in sordina…prega nel rassicurare…è facile portare a termine un compito così arduo…mille schegge infrangono l’imperfezione di essere Tua…ancora Tua…piego l’umiltà…indossando la Dignità…cicuta e spada il nostro destino…come Seneca e Nerone…termineremo volontariamente il nostro cammino…

Mi hai educato…hai vestito la Vestale, hai spogliato la Donna…in un tempo intenso hai modellato…le lacrime non segnano cancellando…le loro scie sono solchi….bruciano il gelo della coscienza…oggi appartengo a me stessa….

Sono serena…e non lo sono…ho lasciato andare..chiudendo una porta…non ho girato la chiave…pur illudendomi, so che non si aprirà … l’aria uggiosa fa pendant con la mia tristezza…la tua ultima richiesta è un veleno…lento immobilizza…chino la testa e come rituale la compierò….nel tempo…la libertà ha un costo troppo alto…ha un peso…duole…svuota…

Il “sono libera”…riempie la bocca…apre l’immenso…spalanca gli orizzonti tanto da renderli trasparenti…libera…libera da cosa…quale prigione mi ha segregata…quale carnefice mi ha torturato…la libertà diventa una pietra al collo…sbando…sono libera e dove vado…libera di andare..libera da schemi…da orari…libera dal non pensare…libera di obbiettare…di ribellarmi…le lacrime non si fermano..non è un pianto d’amore…l’anima è accartocciata…il tempo dilazionato esplode…lo spazio si espande come solo una bella donna può fare nel suo essere morbida e suadente…riempire ogni anfratto…sono libera…(A)

Il tempo

settembre 15, 2008

È un anno che Nesis appartiene…mille fili imbrigliano come rete da pesca oltre i pensieri anche le parole…lei le sceglie con cura…sia nel rivolgersi al suo Padrone…sia per narrarsi…i suoi ordini sono chiari…distacco con tutti…i legami amicali son filtrati…gli orari regolamentati rigorosamente…lei non ha un tempo suo…è votata ad altro…

È stato un anno questo dove ha donato tutto…365 giorni di mero controllo delle emozioni…perché non fossero più sue ma di Lui…il collare stringe…un cappio invisibile che annoda la volontà ad un polso non proprio….

Se nell’appartenere non si chiedono doni…oggi avrà il suo dono….il più agognato…quello che sigla la normalità dell’essere femmina…lo attende da molto tempo…il cammino è stato duro, ha modellato i suoi desideri a quelli del suo Signore, ha rinunciato al piacere, per Essere come Lui desidera….una Vestale

L’attesa indossa le vesti del giorno…Nesis, con cura, ha eseguito ogni compito assegnatole….non ha tralasciato nulla, quasi a voler sfiorare la perfezione…nulla deve intaccare questo “spazio” dorato….come la pioggia durante la carestia, le emozioni colorano il rigore…guarda l’orologio più volte nelle ore che lente vanno via….si sente leggera…ricorda la dolcezza della voce del Padrone, mentre le comunicava quale dono aveva deciso di offrirle per il compleanno…

Il tempo caratterizza la giornata…

il tempo dell’attesa del dono

il tempo della Sua voce

il tempo della scadenza del giorno


qui :

un corpo nudo e fregiato

una Schiava in attesa

 

il tempo dell’attesa è un leone in gabbia, le mani accarezzano il corpo….l’olio che blande il sospeso… è un attesa che man mano diventa calore, esplode la brama….voglia di lui, desiderio delle sue dita, bisogno della sua voce…la certezza del suo collare… lo chiede…mentre l’indossa….allacciando al collo la libertà di godere…

<<Nesis vorrei donarti il piacere…>>

<< mio Signore…grazie>>

<< inizia a prepararti per me…dedicami un ora>>

Nella Sua attesa, silenzio….nessun cenno, nessun sguardo…solo il tempo che lento trascorre… un richiamo alla mente… le sue mani partono….risalgono unte di olio balsamico fino all’inguine…sfiorano le labbra…indugiano sul clitoride…l’orecchio teso verso la adorata voce..nulla…entrano nella figa…quella donata al suo Signore…la aprono…la spalancano come sa che piace a lui…4 dita…la violano con forza….aprono le porte alla fantasia…all’orgasmo che è alle porte…la mano sale afferra i capezzoli…li stringe, li torce il dolore si mescola al piacere…lo deve smorzare…cerca il suo Padrone….il Suo collare è sul suo collo….esplode il dolore…per l’orgasmo c’è tempo, ancora tempo…la sua voce….finalmente è giunto…la stanza si riempie di colore, calore….finalmente il suo assenso

<<continua Nesis e mi raccomando…chiedi…>>

La sua voce le dona il tempo….il dolore è ancora suo…il piacere è tuttora lì….si offre a lui che gode della propria Schiava…bevendone i gemiti…  Ancora l’obbedienza…al suo Signore…Nesis dalle gambe aperte…che spalanchi la figa a Lui…Nesis dalle mani che seguono il suo volere….sei donna, cortigiana, prostituta, serva…. qui davanti al suo sguardo…davanti alla sua voce…davanti a lui che legge tra le sfumature della voce…tra il dolore e la gioia di essere sua…. ti mostri a lui…con occhi bassi e sguardo fiero…lei è una donna prossima al suo regalo…al suo donarsi…in un sussurro di respiro coglie la sua voce:

<<Nesis….vorresti donarmi il tuo regalo di compleanno? >>

<<Si, mio Signore….>>

<< dimmi, mia Adorata, quando sei al limite del controllo. Quando lo senti montare come una marea…lì…mi donerai il tuo regalo>>

La gioia riempie Nesis…lo sguardo prende dolcezza …donarle il proprio piacere e renderlo parte del suo…come due nastri di raso che si intrecciano a spirale…è l’apice delle diverse attese…si può unire all’orgasmo del suo Signore….all’unisono nel suo respiro si affianca il proprio…percepisce gli ultimi secondi per l’agognato traguardo…il respiro s’affretta…la testa si svuota…lo sguardo s’appanna…

 

<< Signore….posso godere…mio Signore?>>

il tono diventa di pietra….la scuote…la spintona scaraventandola in un angolo…

<< Nesis….attaccati immediatamente i morsetti sui capezzoli…senza fiatare e senza dire nulla. Voglio sentire solo i tuoi gemiti di dolore…mentre godo io di te.>>

la parola prende il volante dell’istinto. ..

<< eh, nooo….>>

in un sussurro…la sua ribellione…uno sguardo di fiera ferita….tra la delusione delle attese infrante…

<<COSA HAI DETTO Nesis?>>

il tempo per realizzare è diventato invisibile…

<<il mio dono…è vostro>>

nemmeno quel giorno era per lei…vacilla….potrebbe disconoscerlo….rifiutare di indossare i morsetti..indugiare e riprendersi il Suo dono…

In una manciata di secondi per recuperare l’equilibrio, per rammentarsi chi è…ripose il moto di stizza e lasciò che il dolore salisse…scoppiasse nel corpo e nella mente…

Piegata dal controllo…lo ascoltò gemere di piacere…i suoi colpi sulla figa…sulle gambe…sui glutei…

Nesis è mera grolla dei propri gemiti addolorati…la propria danza stride con la pace dei umori del suo Signore…incantata nel sentirlo godere… di lei…di quella schiava…che gli dona tutto, compresa la voglia di essere una Femmina….una donna…  Arriva il tempo della scadenza….il suo Padrone avvolto dalle pareti dei suoi spasmi…dell’orgasmo negato…della gioia di saperlo soddisfatto……la lascia in silenzio…lì serena di aver donato ancora una volta tutto… Nesis, piccola isola, raccoglie il tempo….la scadenza dalle 24 alle 2…e con esso si copre…tra gli spasmi di una figa che pretende quello che non è più suo…inchinandosi si congedò… (A)

Il lanciatore di emozioni

settembre 8, 2008

lanciatore di coltelli di Henri Matisse

 

L’aria è pervasa dai fumi delle sigarette, l’odore dei sigari porta atmosfere rilassate, i vapori del caffè versato tra tazze e bicchieri semi pieni di rum, vodka sciolgono le tensioni di un giorno volto al termine…

Seduta, qui con la testa persa in voli diversi dai vostri…come leitmotiv del vostro narrare senza parole…tento di liberare la tensione che serra l’aria…osservo i cerchi della sigaretta diventare sempre più trasparenti…

Negli allenamenti lui era diverso…l’ho percepito..nel suo modo di serrare i polsi…nello sguardo che ha lacerato la routine tendendola al massimo…l’aria era stranamente sottile…quasi non respiravo…il cuore lo avevo in gola…per un attimo ho temuto…

Sono sciocca…mi condiziono da sola….sarà che mi dovrà arrivare il ciclo…mah…ho fiducia in Lui…conosco il suono del suo respiro…la sua concentrazione…la sua professionalità…la tradizione familiare di lanciatori…lo conosco da anni…serio…mai una parola di troppo…socchiudo gli occhi per riprendere i miei voli pindarici…sento le voci borbottare e poi…”Ira è ora…cambiati…tocca a noi”… 

Il frastuono del via vai mi afferra…nella corsa ordinata ognuno sa dove andare…il calore della tuta lascia il posto ai lustrini del costume…un semplice bikini in paiette per lasciare la scena al sibilo del vento che sostiene il lancio…l’eleganza del suo volo, mentre taglia il telo dell’aria, l’emozione del lancio ipnotizzerà il pubblico…

Mi prende per mano…la mia è gelata mentre la sua è calda…ferma sicura….mi aggrappo alla sua determinazione…l’aria si riscalda…il feeling che si è creato tra noi…è corrente elettrica…un serpente che stritola l’ansia con le sue spire, finendola con un morso alla gola…ogni volta che mi guarda mentre mi lega alla tavola…io sono tra le sue spire…il cuore sale in gola….le sue dita scottano…le sento anche quando non ci sono più sulla pelle…i suoi occhi come canini affondano in me…sigillando la mia mente…incollando i miei movimenti alla rigidità del legno….

La ruota tende la mia pelle….le polsiere e le cavigliere legano i miei pensieri ai suoi respiri…l’arena è silenziosa…percepisco i respiri mormorati dalla platea…l’occhio di bue mi illumina vestendomi di magia…il suo fiato sul collo..stasera mi avvolge in un rivolo di sensazioni…ora la benda annoda i miei pensieri al buio…

Sento il silenzio….tendo l’orecchio…ogni minimo movimento tento di carpirlo…l’arena dell’agorà stride fievolmente….starà misurando la distanza….si gira…lo sento sulla pelle…i muscoli mi fanno male….le mani tremano…l’attesa mi afferra la gola…cerco di respirare piano…tra poco arriverà il lancio….non ho riferimenti…perché non c’è il nostro segnale…perché tace…il vuoto mi attanaglia…sono madida…un rivolo di sudore corre verso il fondo schiena…come un segnale di fuga della vita… sento il suo respiro…mi aggrappo ad esso….ho un autostrada di emozioni dentro di me…se esco viva…basta…andrò a fare la trapezista…

Il segnale…non vedo il gesto…percepisco la sua adrenalina è a 1000…ha la mia vita nelle sue mani… nella sua mente, la lama è già conficcata nel legno…le tue sensazioni sono esaltate, anche le mie…mi fanno male le gambe…le mani…le articolazioni sono indolenzite… 

Il primo sibilo… si conficca nel legno…inchiodando il mio respiro a 20 cm sopra la mia testa…mi rassicura….so che è così…ha effettuato un lancio di sicurezza…mi rilasso…sono una sciocca…Lui è quello di sempre….in contemporanea al segnale il secondo sibilo…mi fiora di poco il fianco….non riesco a respirare che è immediato il rumore sordo del legno infilzato dall’altro lato…l’applauso mi rilassa…ora verrò sciolta… sorrido scacciando la tensione…i dubbi infidi…riprendo il controllo del mio corpo…i tremiti scemano…

che accade…tutto gira nel buio…la ruota si muove….comincia a girare….lo stomaco…il cuore i pensieri come la tombola di natale tutto ruota in me…cerco di afferrare l’aria per fermarmi…cerco di puntare i piedi…ma non ho più equilibrio….tutto sale e scende…nemmeno il mio cuore ha più un battito…sento il rumore cupo della ruota…i rumori del pubblico che si agita…non era previsto….non c’era nel nostro numero….il panico mi assale….le emozioni diventano quadro naif ….non so che accade….provo a parlare…tento di chiamare…non esce un suono…i rumori svaniscono..il pubblico ammutolisce….il cuore mi rimbomba in testa…nelle vene…non controllo il tremito dei miei arti….ho paura…paura di Te…non devo svenire….se svengo rischio di farmi male da sola….

Ti stai preparando al lancio….sento l’arrivo del coltello dove…dove si conficcherà…a destra a sinistra…la testa è immobile quanto è impazzito il pensiero…il gelo della lama…la mia carne intatta…il coltello è a 3 mm dal mio inguine…tutto è silenzio in me…un unico orizzonte è lui tra le mie cosce…mentre ruoto come bussolotto…la bocca secca…il calore che riprende la via…

rallenta la ruota…un giro panoramico indefinibile…la lama è un richiamo sottile…impavida, mi appoggio a lei…mi intriga…solletica le mie emozioni….il calore si convoglia nel ventre… è piacevole…stringo le gambe…le cosce la vorrei dentro…vorrei…la sento contro la mia pelle…come se fosse un amante che insinua il desiderio…la ruota che si è fermata…mentre la giostra continua in me…

Sento i tuoi passi…mi sleghi la benda…ti guardo….vorrei reagire…graffiarti….versi nei tuoi occhi il mio odio…stupore….angoscia…cupidigia…stacchi i coltelli…l’ultimo è ancora lì…

mi guardi ancora…la tua mano indugia…nello sforzo di staccare il coltello…la mia pelle è sfiorata dal tuo calore e dalla durezza della lama che quasi mi graffia…mi poggio su di lei mentre la strusci..contro il mio sesso…lo slip è umido…vorrei morire…vorrei gridare…m’infiammo…mentre mi sussurri:

” dimmi che vuoi un altro lancio uguale!…un unico lancio solo per te”

Un lampo di sfida mi percorre il cervello…mentre le parole dicono altro….”Sarà solo per me?” al suo si….rispondo con un “lancia”….nel suo sorriso…una promessa…una minaccia…un destino… “questa notte”

In un circo vuoto…con un unico spettatore…il silenzio…la sua voce…mi lega…mi benda…mi immobilizza…”sei pronta…chiudi gli occhi…”

si sono pronta” non ci sono cavigliere…non ho polsiere…è solo la forza della volontà…la mia che mi lega alla tua…allargo le braccia…divarico le gambe…ho un solo ordine da eseguire…il tuo…

Ira, tieni gli occhi chiusi”…

Nella mia testa….le luci sono accese….il corpo freme ma non posso muoverlo…sei lì…svestito da lanciatore di coltelli…ora lanci contro di me emozioni…ho il tuo respiro sulla pelle….lo sento come corda…non apro gli occhi…finirebbe tutto….so che è così…tra lanciatore e valletta la fiducia è tutto…

In questo atto ti appartengo….hai la mia vita tra le tue lame….l’acciaio freddo e duro…mi sfiora il viso…la punta della lama decora la mia pelle…le gambe cedono…ma riprendo il loro controllo…ho fiducia in te…l’ho sempre avuta…mi hai educato…mi hai plasmata per poter seguire la tua volontà…

Lo stomaco è chiuso….sento il graffiare della lama…non taglia…so che può squarciarmi con una leggera pressione in più…mi scivola come un abito di seta indosso…è un vestito stretto..toglie il fiato…lo puoi stringere o allentare come vuoi…in questo sono alla tua mercé…sono completamente tua…mi affido a Te…

Stringo gli occhi…non voglio aprirli…non voglio perderti…non posso rompere un incanto…la lama scivola….sotto il ”Tuo” mento…sulla gola..è la punta?…il dorso? come sciatore mi solca…mi graffia…io pista di neve vengo solcata dalle tue tracce lungo la gola…scivoli sotto la camicetta…un gesto rapido…e il primo bottone è saltato…

Arrossisco…il pudore mi avvolge..ti fermi…so che mi guardi…dimmi di smettere…nel centro dell’arena….al buio dell’occhio di bue…mi resta solo il tuo di sguardo…siamo soli io e te…resta con gli occhi chiusi…un fievole si…non oso dire altro….non so altro…so che il mio sangue ti chiama…so che ho bisogno della tua guida…senza aggiungere nulla…il freddo della lama, con calma chirurgica, scalza tutti i bottoni…si insinua sotto il reggiseno…trancia la cucitura dove le due coppe si uniscono…resto semi nuda…il mio seno..il ventre…nudi…mi appoggi di piatto il coltello sulla “Tua” pancia…non respiro…lascio l’immobilità a difesa…premi….ho la pelle d’oca per il contatto freddo di una lama animata…

Il tuo respiro è sul mio collo…come anaconda…incanti mentre i tuoi denti mordono la nuca…il tuo pericolo è nella lama tra noi due…la sento…l’intrigo di una seduzione passa dalla pelle per giungere nella mente…tra i confini delle tue voglie….sento la lama strisciare sotto la cintura della gonna…apro i pori della pelle al tuo respiro…mi sganci la gonna….mi irrigidisco leggermente…la sento scivolare a terra, aiutata dalle tue mani….

Sento l’umidità della sera confluire con la mia…sono qui davanti al tuo sguardo…nuda…con la camicia aperta sul mio seno…la gonna come calzari…e le tue dita che impavide passano sul mio pube…mille stille di eccitazione corrono impazzite senza via di fuga…mi porgo a te…è un gesto istintivo….ora voglio te…voglio essere tua…e tu…ti allontani da me…nel silenzio più totale il lancio della lama mi coglie sorpresa…tra le cosce….sotto il pube…il rumore che colma…spezza l’aria…l’acciaio entra nel legno tenero della ruota alle mie spalle.

Resto così immobile…l’acciaio tra le gambe…posso appoggiarmi per sentirlo sulla pelle…mi vieni ancora accanto…impugni il coltello…oscilla mentre lo rimuovi…con forza lo spingi con il dorso della lama contro il mio sesso…sussulto…non parlo…resta nel silenzio il mio respiro…la tensione dei muscoli prende il profumo della mia eccitazione…

Il tintinnio del coltello ai miei piedi…annuncia l’inizio di una cerimonia…le tue dita contro il mio sesso…in esso…tra i miei umori…mi sento libera di… nel mare del desiderio…ti bagno…la tua bocca insegue la mia…mentre sento le tue dita prendermi…rapire il mio piacere…deflorare il mio pudore e rendermi Tua…i miei umori scivolano…le pareti della vulva si tendono e rilassano…mi lascio andare…ti ingoio come fossi il mio unico pasto…mentre esplode l’orgasmo…io respiro bevendo il tuo sentire….i morsi alle labbra…le socchiudo….la lingua timida ti rincorre…più audace ti incanta…serrando le tue labbra tra le mie…perdo l’orientamento ed ancora le tue dita in me…non permettono tregua al piacere…dolore…estasi…non c’è un punto di arrivo e di partenza…solo una serie di attimi in volo tra noi in un lancio di emozioni…(A)

Iniziando…..

settembre 1, 2008

 Ore 11.00

Una giornata dedicata a me….finalmente…

la macchina corre leggera…lo stereo in sottofondo…allieta la mente con la musica che amo, il volume desiderato…l’amica più cara al mio fianco…e via verso un giorno da programmare man mano…risate, pranzo, tante chiacchiere e poi finalmente lui…il mare…di fronte ad un panorama mozzafiato, all’ombra di un solitario bouganville…. incantata dal mare…

 Sogno ad occhi aperti….le voci dei turisti che passeggiano…diventano note in sordina…posso perdermi nei miei pensieri….lei mi conosce da tanto…non devo parlare…non devo sorridere per forza…il suono di un sms mi scuote…”buongiorno, che sia una splendida giornata! piena di gioia”

sorrido…..quando non si può scegliere….diventa prezioso ogni momento rubato al sole…ed io sto compiendo il mio furto…rispondo con la gioia di chi ha ricevuto un dono…

 Mi immergo nei mie tuffi dorati dal sole, in lente bracciate godendo appieno dei suoi caldi raggi…risalgo verso un battigia fatta di sabbia corallina…accoccolata sotto una pianta di cocco….ascolto la brezza marina…ancora un sms…“Sono con te…cammino al tuo fianco.[...]”

 La mia vita cinta dal tuo braccio …la mano sulla natica prende i sensi…sfioro la tua spalla con la fronte…vorrei rapire un angolo tutto mio di te….il bacio sfiora come un pennino le mie labbra, il naso, la fronte, i capelli, sento la china scrivere le tue parole mentre respiro ad occhi chiusi…

 Le tue mani sulle mie spalle mi spingono in giù….in ginocchio….il pulviscolo del corallo segna le mie ginocchia…sospiro…avvolgendoti nel mio essere lì…voltando il capo….sono sola…non so quanto tempo ai tuoi piedi sono restata…mi scuoto…è ora di rientrare….

 ore 17.00

 L’autostrada non è molto trafficata..echi diffusi rimbombano lasciando tracce…le parole fanno da cornice ad un tedioso chiacchiericcio post fuga… la strada sembra una scia di nebbia tra l’azzurro plumbeo del cielo che si prepara alla sera e il verde che la circonda…ancora braccia….sorrido…

 Un segnale mi rimanda al telefono….sospiro..la tecnologia irrompe nella mia libertà, oggi…in un sussulto, le lettere incidono nell’attenzione bassorilievi di desideri…i tuoi…

mi farebbe piacere sapere che le mie mani, attraverso le tue, ti hanno fatto venire…entro 30 minuti, voglio vederti godere!”….alla mia destra…siede il sorriso disteso e innocente di una giornata tutta al femminile…

A 7 km un autogrill…un caffè?…è uno dei piacere che non si rifiuta mai…unisce….rilassa…permette la confidenza…abbassa le difese…

 Parcheggio…con voce leggermente tesa…mentre chiudo la portiera…le chiedo di avviarsi al bar, con la scusa di volermi rifare il trucco…sono un fascio di tensione…la toilette di un luogo pubblico…mi mette a disagio…ti avviso…un sospiro mi accompagna da te….porta molte cose con sé….dall’offerta della mia difficoltà al desiderio di non perdere quella mano che ancora sento su di me…

 Abbasso lo sguardo sui sorrisi che sfumano, sulla tensione che si alza….la mano apre la porta e tu imperativo mi fermi…immediata la reazione….in silenzio s’intrecciano le varie sensazioni…sollievo, disappunto, incredulità, dispiacere…la tua motivazione mi abbraccia….con un bacio lieve sulla guancia ignara e stupita… ringrazio, per te, la mia amica per avermi atteso…

ore 17.30

 Nella calma del lago…sobilla il calore del vulcano…in me intorno al falò del sentire danzano l’ imbarazzo, lo stupore, lo scetticismo, la paura …le uniche parole che hanno inciso la mia mente sono lì…nel tuo Ti amo…

 non dovevi usarlo…quello no…ti concedo di ferirmi, di ordinarmi, di allacciarmi la mente…di serrarmi le mani…non ti consento di amarmi…in un lampo di occhi, la furia domata avanza…non guardo più il cerchio in fiamme da saltare… mi ribello…potrei sbranarti…noto la tua vena pulsare…son pronta al salto…i tuoi occhi decisi…il tuo “Meriti il mio amore!” …non voglio sentirti…tappo le orecchie…indefiniti i confini del dolore…prendo lo slancio…socchiudo gli occhi mi fermi…respiro…riprendo il controllo…Ti ascolto…hai letto il mio disagio…conosci il mio pensiero….abbasso la testa, in attesa del colpo di frusta… con occhi increduli…mi sfiori il manto…iniziare percorsi nuovi…non è semplice…scorgo il tuo prenderti cura…

ore 19.30

 Si è fatto tardi…l’ho appena lasciata a casa…non so tra quanto tempo potremmo avere ancora un giorno per noi due…

Senza nostalgia il viaggio continua dentro me…ora sono seduta al tavolino con le tue parole che scavano nella mia testa…

Perché chino il capo indomita?

Cosa mi piace?

Perché , al suono del suo passo, l’anima arretra, la mente si flette ed il corpo si scioglie in mille rivoli oscuri bagnando ogni anfratto…non ci sono risposte…non ne conosco…

 Ora vorrei una sigaretta… qualcuno che mi spiegasse l’incognita, identificasse la variabile spuria, mi indicasse soluzioni possibili…non ci sono diagnosi ne terapie…la strada riacquista le caratteristiche della città…traffico lento e scorrevole

 Non vedo l’ora di arrivare a casa…vorrei nel chiudere la porta, spegnere le mille domande…desidero solo una doccia che lavi via i sensi d’inadeguatezza che mi perseguitano….confusa… disorientata…perdo pezzi per la via… sono abiti che non voglio più indossare…che vada tutto al diavolo…sia accantonato con la giornata di oggi…resti un ennesimo album di foto su cui sorridere domani…

 Ancora il cellulare….la tua richiesta è il riflesso delle mie fughe nei dubbi…

come è possibile…sei dentro di me?

Celato, qui intorno, tra le ombre della sera?…

Questa sera vorrei che tu ti spogliassi lentamente, davanti allo specchio per me! Ti toccherai solo se vedendoti ti ecciterai al punto di volerlo fare!”

ore 22.30

 Il mare mi investe, crollo tra gli scogli della tua volontà….i tuoi dettami mi graffiano…afferrano…stritolano…vuoi i dettagli, una lista per carpire quello che nemmeno io comprendo…

Un indice…come fare un elenco…non ci sono gusti…non ho un numero…in me è tutto un intreccio…miliardi di possibilità ed un unico limite… ingarbugliato…fuso…per te che non hai limiti…il mio esiste…non ha un nome…non saprei darglielo….sento solo alzarsi improvvise le sue saracinesche…posso scegliere lo so…forzare le serrande del controllo…lasciarti entrare in un mondo…aprire le finestre del cuore… e posso mandarti via…

ore 23.00

Sono allo specchio…

Tu, davanti a me, i tuoi occhi sono occhi di maschio…di uomo…io ti guardo… il mio respiro è fermo….non ho abbassato lo sguardo…

vorrei mostrarti quello che non vedi…un anima che veste un corpo … solo un corpo…non perfetto, non bello, non è quello idealizzato…mentre sfioro il viso con le mani…scaccio via da dentro parole dure…la lingua inumidisce le labbra…inizio a spogliarmi…

è un canto donato…le immagini rimandate non eccitano…l’eccitazione respira gli attimi…e ora respiro le tue attese…la seduzione è una danza di sguardi, pensieri, sospiri….lascio andare la mia fantasia verso di te….sfioro la nuca…ricordi il segno… lo percepisco….sotto le dita indovino il simbolo…diversamente simili nel Sentire…scendo seguendo la saliva…lei dentro l’esofago apre la via….le mie dita la seguono sulla pelle del collo…arrivo alle spalle…

il mio sfiorare ha il confine della collana…la sgancio …le perle scivolano tra i seni, le lascio andare, in attesa del suono…son perfette, rispetto a me, nella loro rotondità… trattengo il fiato..mentre si srotolano e s’arrotolano nel fiordo del mio petto…lenta la mano scende…come scendono i tuoi occhi…scopro le spalle…purpurea respiro i tuoi baci…

 Nel silenzio della stanza…il suono della camicia che si slaccia …rimbomba…esplode in mille echi…intravedo la giuntura dei seni…sono custodia delle perle…palpita il sesso…come se slacciassi anche lui contemporaneamente…non lo sfioro…non oso toccarlo…non ho veti di atti…è un momento solo mio…diventato tuo…

La seta dell’indumento scivola come una gondola sul canale delle mie braccia…rosea la pelle contrasta con il nero del pantalone…un fruscio segna la pelle…scivolano le perle… cadono nella mia mano come gocce di voglia… le annodo al polso…

 Guardami in viso…non farmi andare via…le spalline del reggiseno scivolano come le parole sussurrate…le tue le sento mentre scrivono sulla pelle nuda…scopro…immensi i seni appaiono rispetto a me, al mio sentirmi goffa…resto aggrappata al Sentire…devo restare lì…come un equilibrista sul filo delle emozioni….tasto…sfiorando i capezzoli…li sento duri…irti come un confettino…ne rimango sgomenta…

 Snodo la collana dal mio polso…come il filo di un palloncino liberato…lenta la lascio scivolare tra le mie gambe…la inserisco riempiendomi di gemme preziose…serro i capezzoli, nell’unica cosa estranea alla pelle…aspirati nella loro dolorosa tensione diventano calore in un languido andare del piacere…unendo le gambe riprendo il mio legame con te…sei mare…lo mantengo giusto il tempo per capirne il mio odore ….ora il sapore torna ad adornare il collo…

La passione ti descrive immerso in una marea immensa di sensazioni e leggeri baci che armano la tua carne per trafiggere la mia…il ritmo selvatico dei sussulti si espande delicatamente deciso nella stanza…

Ancora una volta il periglio dell’amore mi coglie…sprofondi in me….senza darmi il tempo di riflettere…le mani slacciano …cercano….prendono quello che doni…mi porti in cielo…si apre un mondo incantato ed è acqua…

L’acqua segna il tuo passaggio…non ho più il tempo……il ritmo è asincrono… le mani, decise, dilatano…afferrano, giocano e rincorrono…sento sorgere l’orgasmo…non mi fermo…non ora… il controllo esplode in mille frammenti e con lui esplodo io…tra le pulsazioni continuo a sollecitarmi…con decisione …sento la mia pressione…mi impregno di te… le lacrime scivolano…un gemito mi piega in due….

 In un nadu dedicato…le mani tra le mie labbra…si nutrono di me e di te…nel vuoto del fiato andato…il corpo, lo spirito, la mente si annodano come perle ad un filo…la lingua…tra i seni prende la collana tra le labbra…ricomincio a cercarti…la tua mano…le dita…la bocca…tutto veste l’irrealtà…la leggerezza di essere ancora …un intero esploso in mille frammenti di emozioni…(A)

Sorridendo scosto la ciocca dei capelli…le scarpe le ho lasciate vicino la porta….il pavimento è fresco rispetto i miei gradi interni…lo specchio appare enorme….non sono le dimensioni ad essere aumentate…sono io a sentirmi piccola…goffa….
 capperi non è la prima volta che ti spogli…lo fai ogni sera….quando posi “l’armatura”….non essere infantile..su…respira…
 slaccio la giacca e la lascio scivolare ai miei piedi….è un gesto che non è mio… il top anche lui è tolto.. slaccio i pantaloni….scivolano verso le caviglie…la poca abbronzatura sta andando via…la cellulite è lì…l’impaccio aumenta….vorrei restare con l’intimo….
 essere nude è esserlo dentro…poi l’intimo mi rende sicura…allora va via anche esso …sono nuda…
 sono i tuoi occhi…i miei…come mi guarderesti…..
 cribbio…evito sempre di essere guardata…conosco lo sguardo scevro da amore…evito quello dei giudizi…non sento lo sguardo di un uomo sul mio corpo da non so quanto…
 scosto i capelli…..mi sorrido….quasi a confortare …cerco le cose usuali….il profilo del volto…le mie cicatrici…il seno…la vita…i fianchi…il pube…critica guardo … analizzando ciò che non amo di me…eppure non sono io che guardo…ma tu…certamente, sorrideresti…
allora sorriso per sorriso indosso le autoreggenti…calzo le scarpe di velluto…le mie preferite …in una pantomimica stile Gilda,la rossa…mi lascio andare in un mambo tutto mio…(A)

 

Mantra a due

agosto 20, 2008

Un sussurro nel vento,
una storia nella storia,
due voci,
due isole… un unico mare…un’unica corrente l’appartenere
Nella stanza solo silenzio…
le parole sono inutili…….
tace il superfluo…
il palco è solcato dal dialogo…
due anime che confluiscono in un unico corso di sentire:
ti appartengo….ti possiedo
ti possiedo… ti appartengo  

Lui e Lei 

 

Eccola…la vedo entrare in silenzio
oggi più di ieri la guardo sentendola mia
leggo il suo respiro, conosco i suoi sussulti
so il suo corpo che si erge ogni qualvolta lo tocco
è lì in ginocchio…come le ho insegnato…
non mi muovo…. non la guardo…la osservo
 

Eccolo lo sento respirare…odo le sue dita digitare con velocità
lui immerso nel buio dei pensieri, circondato dal mare della cultura,
sparsa come un arcipelago disordinato intorno al vulcano
Lui… il cratere….le sue esplosioni decorano la mia pelle
come colate di lava la cera invade il mio corpo
mortificati sotto la cera giacciono i seni
inarcata la schiena al suo tocco svela il piacere.
Lo sento respirare lento…quasi assopito
sopito in attesa dell’esplosione…anche stavolta attendo…
Entro in punta di piedi…la stanza appare enorme
il divano si erge come un trono
racchiude in se la sua essenza: il possedermi
non mi guarda, so che segue i miei movimenti…
lentamente scivolo in ginocchio…gli occhi bassi…attendo 

Un unico cenno basta … ti avvicini…gattonando
esegui i movimenti con circospezione…
quasi timorosa di rompere il silenzio…
mi guardi fiera … poi incerta abbassi gli occhi
nella quiete i nostri non sguardi iniziano una danza.
 

La tua mano sul mio collo lo imprigiona
la morsa allo stomaco prelude il mio appartenerti
pieghi il mio capo verso la terra…
la bacio sapendo che lei sarà la mia meta
le tue mani denudano in fretta la schiena
il freddo della stanza colpisce il mio calore
non so come mi disegnerai
sento il tuo sguardo fermo su di me
il silenzio è interrotto da un fruscio…
dove sei? cosa prendi? cosa desideri? 

tutto……..semplicemente tutto…
sento il tuo ritmo accelerare…
osservo i pori della pelle aprirsi…
il respiro rallenta…tutto è attesa…
ora anche una goccia d’acqua…sarebbe come lava per te…
 

i mie occhi sono chiusi.. imprigionati da un foulard
sento lo scorrere della cinta
lentamente, scivola sulla pelle
pelle che diventa TUA …quando la modelli
che resta MIA…nei solchi incisi dalla tua passione
scrivi il tuo amore per questo sentire…
a modo tuo ami la mia anima affidata
il dolore si ribella… i miei gemiti sono la mia dichiarazione di resa
i mie occhi fermi nei tuoi sono vessillo… 

la tua pelle diventa sempre più rossa, scotta quasi brucia
il tuo dolore è appagato dal piacere nei miei occhi
ho un erezione
 

mi arrendo al tuo piacere
sono creta nelle tue mani
ormai il dolore è insopportabile…ti fermi…sorridi
firmi la tua lettera…con il calore di una candela 

la cera scorre, la curva della schiena ti fa alzare la testa verso di me
la bocca si schiude, entro in lei, devasto la tua mente
invado la tua gola…il mio sperma la disseta
ti tocco…
 

inonda, bagna marchia il tuo territorio
sono tua … sono qui
le tue dita ora, le sento scorre su di me
afferri i seni, si sono tuoi
li torci, li mordi con le unghie
la mia voglia esplode, le tue dita le sento
invadono, entrano, aprono
io ferma sento il tuo possesso
sento gli umori scorrere tra le gambe
so dove mi conduci…
improvviso come per un cocktail…il dolore
il calore della cera tra i glutei…
riscalda e fredda per un secondo
il calore della tua mano
un fremito si diffonde nell’incanto… alzo gli occhi
posso? posso godere?
i tuoi occhi il mio parametro… 

(adorabile…nella fierezza docile…ti accarezzo lentamente
pensando non ancora….non ancora…..)
gioco ancora con il tuo corpo
(imperiosa… … magnifica… la sensazione del piacere
ti tocco e godo della tua immagine)
 

lenisci ancora le mie ferite
percepisco… ti muovi lentamente
sento… i tuoi movimenti
le tue mani si sono staccate dal mio sesso…
ora l’atto estremo…mi prendi con forza,
la determinazione animalesca svela tanta cautela nell’agito
lo apri, avverto la punta…il corpo e la fine…
dolore, piacere, confusione
tempesta nel mio corpo… nella mente…
nel caos le tue mani sono la mia guida
afferri i capelli e mi tieni ferma
mentre irrompi in me 

aprilo con le tue mani…offrimelo… urlalo….

 

le mani si staccano dal pavimento
il mio seno poggia sul freddo della maiolica
la fronte tocca la terra e le mani allargano i glutei
sento il tuo piacere aumentare sempre più
invadimi,… fammi tua…
Corso di un fiume … argini straripanti …
Sono letto…sono acqua…sono tua
piegata ti offro il mio corpo
la mia bocca ti accoglie
le mie lacrime riscaldano le gote
lacrime di gioia per il tuo piacere
affondi quasi a soffocarmi
sento sempre più l’affondo
il ritmo incalza segue il passo del tuo respiro
pulsa nel pieno dell’erezione
sono pronta …nulla andrà perso
come miele, come sidro
sarà come vorrai… 

ferma…
sorrido davanti al sipario della tua brama…
chiedilo…
 

nel silenzio… squarcia l’attesa… un sussurro…
la voce sommessa…ascolto le mie parole…
ti guardo…fiera…palpita la volontà
“ti prego….donami la possibilità di bere da te…di te…” 

il suono della tua voce… come un bicchiere di cristallo in frantumi
osservo i tuoi occhi ancora audacia…
So che sei mia…come io sono tuo
Il possedere è appartenere…un unico sentire
vincolo e catena delle nostre anime…
non rispondo…solo un cenno per farti tacere…
“…rivoglio una cosa prima…lo rivoglio…offrimelo…
sai cos’è….offrimelo… sai come me lo devi offrire…”
(sorrido…mentre ti chiedo…la resa totale…svestirti dall’ orgoglio…)
 

Respiro…lo odio e lo bramo…
i minuti sono i gradini dei miei pensieri…
il primo pensiero è…dimenticatelo…
il secondo è il cancello della voce…
vibrante…avvolta nella vestaglia della dignità…si svela la cortigiana
“Signore, di me che giaccio ai tuoi piedi, accogli la preghiera
aprimi… come pesca matura dividimi in due e rendimi in un solo atto:
donna, femmina, puttana e cagna
tutto fluisce nella gioia di appartenere” 

Sento la tua volontà: determinata a voler rinunciare…per donare
Palpita la ribellione soffocata dalla tua scelta: essere mia fino alla fine
Sento la mia volontà nel darti il massimo di me
Il mio esigere è pari al tuo pretendere l’estrema cura da me
un’unica domanda ti rivolgo: “lo meriti?”
 

ti guardo, negli occhi emerge la mia resa
lo stesso sguardo della cagna che attende
un cenno dal padrone per mangiare dalle sue mani
non ho mai sollevato lo sguardo senza un tuo cenno 

…guardo……..la mia adorata divenir cagna….
con una mano mi masturbo………
con l’altra gocce di cera sulle natiche
 

il dolore non sa dove fuggire
sento la cera, vedo il tuo piacere
godi della tua cagna, godi su di me
rendimi tappeto per il tuo piacere
le mani allargano
il pulsare delle pareti diventa metrica
attendo……sento l’attesa
fremo sapendo che tra poco il dolore mi innalzerà
verso orizzonti da te decisi 

entro con un sol colpo in un gemito, pieghi il corpo, un ponte per la mia cera…
la vedo colare lungo la schiena……….
la mia carne dentro di te……..
le mani ti percuotono…..colpi lenti………profondi
 

la tua firma scende sulla schiena
mi inarco ma non fuggo
il mio corpo è come un tamburo
le tue mani lo percuotono in un tam tam
sento la tua voglia esplodere come lava
invadi, prendi, modelli , copri tutto
tra le mie gambe … un ruscello
lo raccogli con una mano e me lo porgi
accucciata ai tuoi piedi…lentamente lambisco….
assetata…lecco nel palmo della tua mano
lenta la lingua, segue le linee del cuore, della vita
affondo la bocca nella tua mano…
la lingua come una… mille carezze di fiducia
ti guardo…nell’attesa
non so se vorrai premiarmi con un orgasmo
il corpo racchiude in sé il desiderio 

lo voglio ora…godi per me…
ti osservo… apri le gambe
 

sono aperte…il sesso esposto…divento rossa
la timidezza non mi ha lasciato negli anni
la mia mano sfiora, sotto il dominio dei tuoi occhi
serra il ritmo nel tocco, le contrazioni aumentano,
la tensione tende a far chiudere le gambe
le forzo…restano aperte…come tu vuoi che siano
alzo lo sguardo… non riesco a frenare il respiro
sono al limite … attendo un tuo cenno…chiedo con gli occhi…
puoi scegliere cosa donarmi… sorrido
nel tumulto dei sensi… continuo e libero il mio orgasmo
la forza del piacere esplode in un gemito
e gli occhi ridenti che si specchiano nei tuoi
rivelano il mio grazie (A)