
…cosi…cosi…
Mi annodo al collo la stanchezza… non vorrei parlare, nemmeno con te… che paziente attendi la prima frase di senso compiuto … è un nodo scorsoio… essere complete sfianca… scavo scavo tra le macerie di una veste… i passi di danza non li sento più… come tovaglie macchiate e boccali vuoti di sangria… resta il vissuto di questa giornata….
V. Frank scrisse “le rovine sono spesso quelle che aprono degli spiragli per scorgere il cielo” similare saggezza riempie la mano… “addà passa a nuttata”… sa tanto di pane e pomodoro…mi chiedo…vale anche per il giorno?….non importa, tanto, non so se è giorno o notte…e poi del resto chi se ne importa…
te ne importi se un qualcosa incide in maniera particolare sulla percezione della tua esistenza, percui l’importanza è data solo dal sentire…dal valore del sacrificio imposto…se mi distacco dal sentire si riduce il valore…semplice…è una parola e non solo d’onore….è un vincolo…mi giro verso di te…non escludermi…
non ti escludo….io sono esclusa…questa è la piccola differenza…bevo la tensione ed è senza voltaggio…
Respiro piano…riuscirò a rilassarmi…indosso il sorriso e via (A)
